Domenica 6 novembre 2011 alle ore 16 presso il Museo della Pesca di Caslano verrà presentato il documentario Il racconto del pescatore - Ricerche per un museo sulla pesca di Massimo Pirovano. Riprese e montaggio di Giosuè Bolis. Una produzione del Comune di Brivio (Lecco). Seguirà una conversazione con l'autore su Il film etnografico e la missione del museo di società.

Per secoli gli abitanti di Brivio hanno usato le risorse del fiume e di quello che chiamavano il loro “lago” in molti modi e per varie attività.

Aldo Mandelli (1920-2010), per quasi novant’anni testimone e protagonista della vita in barca, è stato l’ultimo pescatore professionista del paese, praticando il mestiere dei suoi antenati e acquisendo un eccezionale patrimonio di conoscenze. Gli autori e i promotori di questo film sono tra le persone fortunate a cui Aldo ha voluto comunicare una parte del suo sapere.

Massimo Pirovano ha dedicato saggi e documentari alla cultura dei pescatori. Le sue ricerche etnoantropologiche riguardano il canto e la narrativa di tradizione orale, la ritualità popolare, la cultura materiale, l'alimentazione, la pratica sportiva, la museologia. Con Giuseppe Panzeri ha fondato nel 1998 il Museo Etnografico dell'Alta Brianza con sede a Galbiate (Lecco), che dirige. Insieme a Giosuè Bolis ha prodotto molti documentari, frutto della ricerca sul campo. Coordina la Rete dei Musei e dei  Beni Etnografici Lombardi (REBÈL).

Domenica 9 ottobre 2011 alle ore 11 si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica di Gilberto Luvini Ho fatto click! al Museo della Pesca di Caslano. La mostra, organizzata in collaborazione con l'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI), è già stata presentata al Castello Montebello di Bellinzona. Essa evoca con immagini della natura i mille giorni di malattia dell’autore, vissuti fra angoscia e speranza. L’acqua, simbolo di vita e di rigenerazione è il filo conduttore delle opere e il principale motivo che ci ha spinti a ospitare questo evento presso il Museo della pesca. Le fotografie esposte saranno in vendita e il ricavato andrà a favore dello IOSI.

HO FATTO CLICK!
Dal bianco e nero al colore in mille giorni

Prima ricercavo nella fotografia la qualità tecnica, poi con l’avanzare della malattia ho tentato di catturare l’altalenarsi dei miei stati d’animo. Dalla ‘bella foto’, o cosi credevo fosse, sono passato nel corso di un lungo e doloroso processo a quelle che considero le mie ‘vere’ immagini. Sono vere perché a differenza di tutte le altre sono andato a cercarle dentro di me,  fino dove ho potuto.
Dedico questa mostra a chi mi ha aiutato fuori e dentro gli ospedali e ai compagni di percorso che mi hanno preceduto.
Un giorno un medico mi ha detto “non finisca di sperare”.
Era vero.

Gilberto Luvini

Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni federali in materia di protezione degli animali e di pesca esiste l’obbligo a livello nazionale, per chi intende andare a pesca, di frequentare uno specifico corso d’introduzione.

Lo scopo prefisso è quello di garantire che i pescatori abbiano acquisito le conoscenze di base necessarie per una pratica consapevole della pesca, nel pieno rispetto delle norme e dell’etica oltre che in funzione della pesca, anche in merito alle esigenze di tutela degli animali.

Il Cantone Ticino ha delegato tale compito alla Federazione Ticinese per l’Acquicoltura e la Pesca (FTAP) che da diversi anni, in stretta collaborazione con l’Ufficio cantonale della caccia e della pesca (UCP), organizza i corsi d’introduzione alla pesca.

Il successo d’iscrizioni è crescente, a riprova del largo e consolidato interesse che questo piacevole passatempo in mezzo alla natura suscita in ogni fascia d’età, compresi i giovanissimi.

Questo comunicato intende richiamare l’attenzione degli interessati, alfine di garantire un’ottimizzazione dell’organizzazione dei corsi ed evitare che, per carenza d’informazione, vi siano ancora dei pescatori che a stagione inoltrata, o peggio ancora quando non saranno più previsti dei corsi, si rendono conto di non poter staccare la patente di pesca perché non in regola con la partecipazione al corso.

Chi è tenuto a frequentare il corso?

  • coloro che intendono staccare per la prima volta una patente annuale di pesca in Ticino
  • coloro che non hanno staccato (dai 14 anni in su) una patente di pesca annuale in Ticino a partire dal 1992.


Queste disposizioni valgono a partire dall’anno del compimento del 14.o anno di età. I giovani fino all’anno di compimento del 13.o anno di età possono pescare senza staccare una licenza, ma devono richiedere gratuitamente presso la cancelleria comunale del proprio domicilio il libretto di statistica.

Nel 2012 i ragazzi a partire dalla classe 1998 hanno l’obbligo di frequenza del corso per poter staccare una patente annuale di pesca in Ticino.


La frequenza al corso ha per il Canton Ticino validità illimitata, nel senso che chi non dovesse staccare la patente per diversi anni, a differenza di quanto avviene per la caccia, non è obbligato alla ripetizione della prassi.

Da ottobre 2011 a giugno 2012 si terranno – presso il Centro di protezione civile a Rivera – i corsi d’introduzione alla pesca, con questa agenda:

Corso n.1, mercoledì 26 ottobre 2011 dalle ore 17.30 alle ore 23.00
Corso n.2, mercoledì 16 novembre 2011 dalle ore 17.30 alle ore 23.00
Corso n.3, sabato 3 dicembre 2011 dalle ore 08.45 alle ore 16.30
Corso n.4, sabato 21 gennaio 2012 dalle ore 08.45 alle ore 16.30.
Corso n.5, mercoledì 15 febbraio 2012 dalle ore 17.30 alle ore 23.00
Corso n.6, sabato 10 marzo 2012 dalle ore 08.45 alle ore 16.30 ( ragazzi )
Corso n.7, mercoledì 18 aprile 2012 dalle ore 17.30 alle ore 23.00
Corso n.8, sabato 12 maggio 2012 dalle ore 08.45 alle ore 16.30
Corso n.9, mercoledì 6 giugno 2012 dalle ore 17.30 alle ore 23.00


Il numero massimo di partecipanti per ciascun corso è fissato a 55.

L’iscrizione dovrà avvenire tramite un formulario ottenibile presso le cancellerie comunali, oppure nei negozi di pesca o ancora, sul sito della FTAP.

Questo documento è da compilare e da inviare alla Segreteria dei corsi:

Ezio Merlo
Corso S. Gottardo 54, 6830 Chiasso
E-Mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
Info corsi: tel: 079 – 230 34 28 - dalle ore 16 alle ore 18.

Al ricevimento della conferma sulla data (prescelta o disponibile), il partecipante dovrà provvedere a versare la relativa tassa d’iscrizione:

  • CHF 20.- per i residenti nel Cantone Ticino
  • CHF 40.- per i non residenti

indipendentemente se ragazzi o adulti. La tassa verrà destinata al Fondo cantonale per la fauna ittica e la pesca.

L’iscrizione al corso prescelto sarà ritenuta valida solo all’avvenuto pagamento della tassa d’iscrizione, e questo al più tardi entro 10 giorni dalla data di inizio del corso. Il mancato pagamento entro tale termine comporta l’annullamento dell’iscrizione. Per il pagamento sarà inviato per posta al candidato un cedolino di versamento. Per fini di controllo, il pagamento dovrà essere effettuato singolarmente per ogni partecipante.
In caso di iscrizioni in esubero, la Direzione Corsi potrà proporre la partecipazione in altre date.

Ciascuno dei corsi è strutturato in modo tale da fornire un bagaglio essenziale d’informazioni che si ritiene indispensabile per poter esercitare correttamente la pesca.
Al termine sarà consegnato l’attestato di frequenza senza il quale nelle condizioni precedentemente indicate non è possibile richiedere la patente di pesca annuale nel Canton Ticino.

Sostanzialmente, sono previsti tre temi:

  • ecologia degli ambienti acquatici.
  • conoscenza di pesci e gamberi.
  • regolamentazione della pesca e comportamento del pescatore alla luce della nuova ordinanza federale sulla protezione degli animali.

Quest’ultimo argomento è l’oggetto della relazione del dott. Bruno Polli, ittiologo presso l’Ufficio cantonale caccia e pesca, mentre gli altri due argomenti vengono illustrati dalle biologhe Vanessa Vaio e Paola Jotti.
A conclusione del corso è possibile effettuare il test per l’ottenimento dell’attestato SaNa riconosciuto in tutti i Cantoni della Svizzera come pure in Austria e in Germania. Tale attestato abilita a staccare le patenti di pesca in ogni regione della Confederazione, mentre il documento di frequenza al corso (senza test finale) è sufficiente per conseguire l’abilitazione a staccare una patente annuale unicamente nel Cantone Ticino.

Iscrizione online al sito www.ftap.ch

Camorino, agosto 2011

Il Presidente della FTAP, dr. Urs Luechinger
Il Responsabile Corsi FTAP, Ezio Merlo

Domenica 15 maggio, Giornata internazionale del Museo, il museo della pesca ha partecipato alla manifestazione p'ESCI in PIAZZA.
Durante tutta la giornata, bancarelle, attività ricreative in piazza e racconti al Museo della Pesca hanno allietato una bella giornata primaverile.
Visualizza le immagini della giornata.

Programma

  • 10:00 Gioco d’apertura con i vincitori del concorso di disegno delle scuole di Caslano
  • 11:00 - 15.30 Giochi in piazza e torneo con ricchi premi
  • 11:15 Aperitivo offerto
  • 12:00 - 14.00 Pranzo a tema nei tre ristoranti della piazza e snack alla buvette
  • Spettacolo Team Benefico
  • 16:00 Premiazione torneo a squadre
  • 16:15 Merenda offerta
  • 17:00 Chiusura della giornata

L’esposizione potrà essere visitata il martedì, il giovedì e la domenica, dalle ore 14 alle 17, dal 1° aprile sino al 31 agosto.

Si è molto scritto sulle motivazioni utili a meglio capire la passione per la pesca. Pensando a Gianfranco, ho sempre associato la sua personalità e il gusto particolare di collezionista al grande tema dell'acqua.

Riguardavo ieri i pesci raffigurati in quadri e incisioni presenti nella sala da pranzo della sua casa. Il fascino di quelle immagini è per me intimamente legato all'elemento complementare -l'acqua, appunto- che ne ha modellato il profilo più o meno affusolato, l'impianto e il disegno delle pinne e perfino il colore e la lucentezza delle squame.

Non posso guardare un pesce senza evocare la sua libera vita nel fiume, nel torrente, nel lago, nel mare che lo ospita e nel quale guizza, indugia, salta, nuota. Questa vitalità dell'acqua, questo fascino del moto che si alterna alla calma, dell'allegria e della "grazia" dell'acqua l'ho sempre percepita ed amata nel carattere del grande amico Gianfranco.

Elda Cerchiari

Dopo la pausa invernale, riapre il Museo della pesca a Caslano, che dal giugno dello scorso anno si presenta totalmente rinnovato per quanto riguarda la sede e i contenuti dell’esposizione permanente. La riapertura è fissata per venerdì 1° aprile e coincide con l’inaugurazione, alle ore 18.30, della mostra «Pesci fuor d’acqua», che sarà illustrata al pubblico dal prof. Ettore Grimaldi, eminente studioso dei nostri laghi e del popolamento ittico. Si tratta di un’ottantina di oggetti che, in tanti modi diversi e con materiali altrettanto differenti, riproducono il pesce e parlano della pesca: dai quadri e le incisioni a sculture e tessiture, da fusioni di ferro a rilievi su cartone, da terracotte a scatole di porcellana, da astucci in cuoio a manifesti, da spille d’argento a ricami, ecc. Le opere provengono dalla collezione di Maria Pia e Gianfranco Quarzo-Cerina. Quest’ultimo per tutta la vita ha collezionato, in giro per il mondo, una moltitudine di pesci che – per dirla con Monica Mattei – parlano tutte le lingue del mondo, mostrano tutte le tradizioni artigianali ed artistiche, sono fatti in ogni possibile materiale, rivelano il senso dell’umorismo, della vita o della morte secondo le diverse culture del mondo. In questo senso, sono «pesci magici», che emanano particolare fascino e che richiamano il variegato mondo dell’acqua.
L’esposizione potrà essere visitata il martedì, il giovedì e la domenica, dalle ore 14 alle 17, dal 1° aprile sino al 31 agosto; per informazioni ed appuntamenti ci si può rivolgere al Museo della pesca in via Meriggi 32 a Caslano (tel. 091-606.63.63).


2011_pesci_fuor_dacqua_ftap.pdf

 

«Dobbiamo fare di necessità virtù e determinante rimane l’impellente urgenza di poter contare sull’azione volontaria e costante di un numero maggiore di persone, interessate a mantenere viva e dinamica la memoria storica del territorio». È così che Gianrico Corti, presidente del Museo del Malcantone, ha aperto i lavori assembleari. Un’intensa giornata che ha permesso di guardare con soddisfazione al passato ma che è ovviamente servita anche per guardare al futuro. Già perché il 2011 coincide con la realizzazione di un nuovo programma quadriennale.

Ma iniziamo dal passato. Sono tre, fondamentalmente, i fattiche hanno caratterizzato il periodo2007-2010. Accanto al rinnovo del comitato e alla nuova presidenza c’è l’avvio della collaborazione con la Regione Malcantone. Collaborazione «i cui frutti oltremodo positivi – ha spiegato Corti – si riverberanno e verrannogarantiti anche in futuro». Poi c’è anche e soprattutto l’edificazione a Caslano, proprio sulle rive del lago, della nuova sede del Museo della pesca. «In questo luogo – ha sottolineato Corti – le energie si sono concentrate in modo preminente, fra mille difficoltà, e il 3 giugno abbiamo inaugurato il museo con una festa e con centinaia di persone entusiaste che hanno così premiato i nostri sforzi». Proprio la nuova sede del museo rappresenta un mattone (e che mattone!) fondamentale per guardare la futuro in modo ottimistico.«La sfida per i prossimi anni ha rilevato Corti – avrà diverse sfaccettature. Le parole d’ordine saranno qualità e consolidamento. Soprattutto al Museo della pesca, il più grande in genere della Svizzera, dove l’interesse e l’affluenza si sono prestopalesati in modo importante. Contenuti ed attività saranno sorretti da una commissione scientifica e il calendario si preannuncia ricco di proposte: attività didattiche, conferenze e manifestazioni assembleari del settore».

La sede storica di Curio manterrà il suo ruolo e nei prossimi mesi l’edificio, che appartiene alla Fondazione per il promovimento turistico e culturale, sarà oggetto di un “restyling”. Inalterata la volontà editoriale e, dopo la recente pubblicazione de “I padroni del fumo” (storia dell’emigrazione dei fornaciai malcantonesi) verrà anche adeguatamente rilanciato il volume “Tra timbri e Bigatti”. La figura di Oreste Gallachi sarà dunque collocata nel contesto della realtà malcantonese tra Ottocento e Novecento: periodo di grandi trasformazioni per il Malcantone con l’arrivo del turismo, l’elettricità, la ferrovia, le lotte politiche... . «Ogni pubblicazione, ogni mostra e ogni manifestazione– ha sottolineato nuovamente Corti – può vedere la luce solo grazie alla generosa disponibilità di chi ne assicura la sponsorizzazione. Per seguire con maggiore attenzione questo tema si è pensato di costituire una Commissione finanze e marketing con l’auspicio di poter contare su un numero maggiore di soci». L’Assemblea ha dunque accettato all’unanimità il preventivo e il programma 2011 e il quadriennale 2011-2014. Un programma quadriennale che, come detto, vuole anzitutto consolidare la situazione finanziare dell’Associazione ma anche ripensare la mostra permanente (magari rinunciando alla stessa ma rivedendo completamente i tre locali che la ospitano), incremetare volontariato e collaborazioni e, operazione molto importante, dare avvio dell’uso sistematico di “Museumplus”.

JOHN ROBBIANI, Giornale del Popolo, 13.12.2010

Sul tratto di confine tra Italia e Svizzera, dal Verbano lungo la cresta dei monti e la Tresa sino al lago di Lugano, Carlo Rapp ha colto e tradotto in disegni, impressioni che hanno offerto l’occasione per un excursus sulla storia di un limitare, già entrato nella letteratura con Frontiera di Vittorio Sereni.

Perché una mostra di Carlo Rapp a Caslano ?

Lo scorso anno, a dicembre, la città di Luino, per celebrare i vent’anni della scomparsa del loro più famoso concittadino Piero Chiara, ha organizzato a Palazzo Verbania una mostra di Carlo Rapp, amico personale di Piero Chiara e illustratore nelle prime edizioni dei libri del grande scrittore. In collaborazione con l’assessorato alla cultura della città di Luino si ripropone, al Museo della pesca di Caslano, la mostra di Carlo Rapp che illustra e presenta non solo il Verbano ma anche scorci del lago Ceresio,dello Stretto di Lavena, di Caslano e dell’omonima fornace.

Chi è Carlo Rapp ?
Carlo Rapp è nato a Intra da famiglia con ascendenza alsaziane. Compare sulla scena artistica operando a Torino come peintre-verrier dopo un apprendistato trascorso in Francia, Svizzera e Germania. In seguito realizza opere scultoree in bronzo, marmo e pietra, alcune delle quali hanno ottenuto riconoscimenti internazionali. L’artista oggi si dedica, insieme ai maestri fonditori, alla creazione di campane.
Oltre all’esperienza maturata come scenografo del teatro Regio a Torino e al di là delle opere di impegno sociale e religioso Rapp ha trovato nel contatto diretto con gli ambienti del lago la palestra ideale per esprimere le più intime emozioni.
Carlo Rapp dice: il lago è la mia patria, è il luogo dei miei padri, sul lago ho vissuto gli accadimenti più intensi che a qualsiasi uomo prima o poi tocca di vivere … e poi è uno dei luoghi più belli del mondo !

Sul tratto di confine tra Italia e Svizzera, dal Verbano lungo la cresta dei monti e la Tresa sino al lago di Lugano, Carlo Rapp ha colto, e tradotto in disegni, impressioni che offrono l’occasione per un excursus sulla storia di quel, limitare, già entrato nella letteratura con “Frontiera” del poeta luinese Vittorio Sereni.

Un confine colore del lago:
L’opuscolo pubblicato lo scorso anno e dedicato a Carlo Rapp a cura di Sergio Baroli e Pierangelo Frigerio illustra, appunto come dice il titolo, descrivendo tutto quanto il confine ed i lago hanno vissuto nel corso dei millenni:
dalla nascita del confine, ai primi contrabbandi, un baluardo sacrale contro il protestantesimo, la navigazione senza barriere avendo costituito il Verbano, fin dall’antichità, la via di trasporto privilegiata, il sale di Maccagno che testimonia ancora una volta la comunanza di interessi e l’intreccio di affari a cavallo del confine, porti e traffici in funzione di “asse commerciale” di grani, vino e sale, la fioritura di mercati a dipendenza di antichi privilegi tutt’oggi vivi e attivi (Luino),  industriali svizzeri, industriali luinesi, il cammino della Tresa (la Tresa ? o il Tresa ?), Luino – Ponte Tresa ferrovia della belle époque, un confine per la libertà: Svizzera terra d’asilo, da un lago all’altro (la vastità del Verbano, sempre increspata dai venti, lascia il posto a un occhio d’acqua sognante), per terminare con le vie della cultura “il confine non è una barriera che allontana ma, paradossalmente, tramite fecondo di idee e di emozioni”. (Brani tratti dal “confine colore del lago” di Sergio Baroli e Pierangelo Frigerio)

Questa mostra  sta a sottolineare che, oltre alla vicinanza dei territori, esiste una similitudine comportamentale e culturale alla quale non solo il singolo cittadino, ma pure le istituzioni credono  fermamente, lo confermano i molteplici progetti transfrontalieri già attuati o in cantiere.
Questa esposizione vuole essere l’inizio di una futura e proficua collaborazione tra i centri
lacuali del Verbano e del Ceresio.

La mostra sarà inaugurata sabato 2 ottobre, alle ore 16.00, presso il Museo della pesca di Caslano, e rimarrà aperta fino al 30 ottobre.

Intervento di Gabriele Gendotti, Consigliere di Stato e Direttore del DECS, Caslano, 3 giugno 2010

Stimato sindaco di Caslano Emilio Taiana,
cari presidente e conservatore del Museo del Malcantone Gianrico Corti e Bernardino Croci Maspoli,
caro direttore del Centro di dialettologia e di etnografia Franco Lurà,
gentili signore, egregi signori,
sono particolarmente lieto di essere stato invitato all’inaugurazione della nuova sede del Museo della Pesca di Caslano. Sono cioè soddisfatto nel vedere che il “Progetto Villa Carolina” è giunto in porto secondo programma, lottando abilmente per superare gli inevitabili scogli di ordine finanziario con i quali ogni progetto – volenti o nolenti – si deve confrontare.
Questo risultato positivo – è il caso di sottolinearlo – si deve essenzialmente al concorso di due componenti fondamentali: da una parte i promotori hanno dato prova di voler fare il passo secondo la gamba, ovvero hanno saputo ridimensionare l’impostazione iniziale, riducendo i costi preventivati; dall’altra il progetto ha beneficiato di un sostegno allargato che, in modi diversi, ha visto Comune, enti, associazioni e anche privati far convergere le forze per la sua realizzazione.
In questo contesto – mi sia concesso dirlo – anche il Cantone ha fatto la propria parte, unitamente al contributo supplementare e straordinario assicurato dal Fondo Lotteria intercantonale proprio per garantire una certa solidità finanziaria.
Tutto ciò ha consentito che si arrivasse alla giornata di oggi, all’inaugurazione festosa di un’infrastruttura che si propone di offrire al pubblico un ulteriore e concreto contributo alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale legato alla pratica della pesca nel nostro Cantone.
Con l’acquisto e la sistemazione – direi particolarmente riuscita – di Villa Carolina, l’Associazione Museo del Malcantone può finalmente disporre di una sede di sua proprietà, ubicata in modo da ottimizzare la visibilità e dotata di spazi adeguati all’attività scientifica e amministrativa che viene svolta.
Il Museo della Pesca conferma e rilancia pertanto il proprio legame con il territorio non solo a livello locale o regionale, ma dell’intero Cantone. Un territorio che vede nei laghi e nei fiumi i suoi attori principali e che permette di riscoprire e ripercorrere la storia della pesca in Ticino, quando questa attività rappresentava un’entrata importante per la sopravvivenza di molte famiglie, fino a diventare un’attività professionale per pochi e un gradevole passatempo per molti.
Dietro a questa lodevole iniziativa orientata alla conservazione della memoria, c’è la storia del Ticino, della sua gente umile che ha sopportato sacrifici che oggi, nella società dei consumi, non sono nemmeno lontanamente immaginabili. È anche la storia di chi ha saputo sviluppare, con pochissimi mezzi a disposizione, un notevole ingegno nello strappare all’acqua le sue prede. Vi si ritrovano tutti i trucchi del mestiere, l’abilità nel tessere e posizionare le reti, le tecniche di pesca, la preparazione delle esche migliori, la creatività per riuscire a tornare a casa con un pescato sufficiente.
D’altra parte anche da noi valeva il vecchio adagio cinese secondo cui “meglio dare una canna da pesca e insegnare a pescare piuttosto che regalare pesce”.
Come direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport penso anche all’importante funzione didattica che il Museo della Pesca assume per le scolaresche che vi fanno visita, dischiudendo ad allieve ed allievi i segreti di un mondo sommerso cui non sempre si presta la dovuta attenzione, come è appunto la straordinaria varietà della nostra fauna ittica
Così come non può essere sottaciuto il richiamo turistico che un Museo della Pesca può esercitare sugli ospiti in visita o di passaggio in Ticino, sulle rive del Ceresio. Anche questo è un biglietto da visita per presentare le peculiarità di un Cantone che ha molte ricchezze di cui parlare.
A chi pensa ai musei come luoghi polverosi ed inutili, a chi li misura unicamente in termini di visitatori, a chi li snobba per quanto conservano ed espongono, il Museo della Pesca di Caslano risponde con una prova di vitalità e modernità delle sue proposte che – ne sono certo – saprà suscitare l’interesse e la curiosità della popolazione.
I promotori di questa iniziativa possono quindi essere giustamente orgogliosi del lavoro svolto. Anche per questa ragione li ringrazio di cuore per l’entusiasmo e la passione che hanno investito in questa impresa. È un nostro preciso compito custodire la nostra memoria storica per poterla rendere accessibile a chi non la conosce, anche perché – lo sappiamo bene – il futuro si può progettare e costruire solo conoscendo il bene passato.
Vi ringrazio per l’attenzione.

Gabriele Gendotti, Consigliere di Stato
Direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
Repubblica e Cantone Ticino

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Aperto da aprile a ottobre. Orario: martedi, giovedi e domenica, 14.00-17.00; luglio e agosto dalle 16.00-19.00
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