«Dobbiamo fare di necessità virtù e determinante rimane l’impellente urgenza di poter contare sull’azione volontaria e costante di un numero maggiore di persone, interessate a mantenere viva e dinamica la memoria storica del territorio». È così che Gianrico Corti, presidente del Museo del Malcantone, ha aperto i lavori assembleari. Un’intensa giornata che ha permesso di guardare con soddisfazione al passato ma che è ovviamente servita anche per guardare al futuro. Già perché il 2011 coincide con la realizzazione di un nuovo programma quadriennale.

Ma iniziamo dal passato. Sono tre, fondamentalmente, i fattiche hanno caratterizzato il periodo2007-2010. Accanto al rinnovo del comitato e alla nuova presidenza c’è l’avvio della collaborazione con la Regione Malcantone. Collaborazione «i cui frutti oltremodo positivi – ha spiegato Corti – si riverberanno e verrannogarantiti anche in futuro». Poi c’è anche e soprattutto l’edificazione a Caslano, proprio sulle rive del lago, della nuova sede del Museo della pesca. «In questo luogo – ha sottolineato Corti – le energie si sono concentrate in modo preminente, fra mille difficoltà, e il 3 giugno abbiamo inaugurato il museo con una festa e con centinaia di persone entusiaste che hanno così premiato i nostri sforzi». Proprio la nuova sede del museo rappresenta un mattone (e che mattone!) fondamentale per guardare la futuro in modo ottimistico.«La sfida per i prossimi anni ha rilevato Corti – avrà diverse sfaccettature. Le parole d’ordine saranno qualità e consolidamento. Soprattutto al Museo della pesca, il più grande in genere della Svizzera, dove l’interesse e l’affluenza si sono prestopalesati in modo importante. Contenuti ed attività saranno sorretti da una commissione scientifica e il calendario si preannuncia ricco di proposte: attività didattiche, conferenze e manifestazioni assembleari del settore».

La sede storica di Curio manterrà il suo ruolo e nei prossimi mesi l’edificio, che appartiene alla Fondazione per il promovimento turistico e culturale, sarà oggetto di un “restyling”. Inalterata la volontà editoriale e, dopo la recente pubblicazione de “I padroni del fumo” (storia dell’emigrazione dei fornaciai malcantonesi) verrà anche adeguatamente rilanciato il volume “Tra timbri e Bigatti”. La figura di Oreste Gallachi sarà dunque collocata nel contesto della realtà malcantonese tra Ottocento e Novecento: periodo di grandi trasformazioni per il Malcantone con l’arrivo del turismo, l’elettricità, la ferrovia, le lotte politiche... . «Ogni pubblicazione, ogni mostra e ogni manifestazione– ha sottolineato nuovamente Corti – può vedere la luce solo grazie alla generosa disponibilità di chi ne assicura la sponsorizzazione. Per seguire con maggiore attenzione questo tema si è pensato di costituire una Commissione finanze e marketing con l’auspicio di poter contare su un numero maggiore di soci». L’Assemblea ha dunque accettato all’unanimità il preventivo e il programma 2011 e il quadriennale 2011-2014. Un programma quadriennale che, come detto, vuole anzitutto consolidare la situazione finanziare dell’Associazione ma anche ripensare la mostra permanente (magari rinunciando alla stessa ma rivedendo completamente i tre locali che la ospitano), incremetare volontariato e collaborazioni e, operazione molto importante, dare avvio dell’uso sistematico di “Museumplus”.

JOHN ROBBIANI, Giornale del Popolo, 13.12.2010

Nasce a Caslano il 25 gennaio 1913 e muore a Castelrotto il 13 novembre 2009.

Nel 1938 si sposa a Ginevra con Denise Merk, insegnante di lingue e musica. La coppia si trasferisce a Zurigo e poi in Ticino dove nascono i figli Denis, Leandro e Verena.

Apprende l’arte giovanissimo, dopo il Ginnasio di Lugano la scuola Diurna del disegno a Lugano, primo stage con l’artista Attilio Balmelli a Mendrisio, nel 1931 / 33 Scuola d’Arte Applicata al Landesmuseum di Zurigo con Karl Hügin, Scuola del Nudo con Max Gubler e la Kunstgewerbeschule a Zurigo.

1934 / 35 Accademia Grande Chaumière a Parigi con Charles Blanc, nel 1936 / 38 Accademia delle Belle Arti a Ginevra con Alexandre Blanchet. Nel 1950 Corsi alla Arbeiterschule di Gersau, nel 1957 Scuola di affresco con Karl Hügin.
Settembre 1997, dopo 70 anni di pittura, dipinge l’ultimo acquarello in Val Bavona.

Membro della SPSAS Società Pittori - Scultori – Architetti – Svizzeri, della STBA Società Ticinese delle Belle Arti, Membro Unesco International Association of Art Paris, Membro di Giurie Esposizioni Nazionali e Internazionali.

Lontano da ogni schema che lo conducesse ad un qualsiasi obiettivo utilitaristico, schivo ma tenace nella sua autonomia di artista solitario, fu da sempre attratto da forme artistiche diverse come la pittura, la musica e da attività multiformi come yoga, medicina naturale, ginnastica e filosofia.

Pittore puntiglioso nella scelta dei suoi temi preferiti : paesaggi dapprima molto dettagliati nel tratto e nel colore netto, poi, via via, appaiono sfumature delicate, con propensione malcelata ad una malinconica nostalgia che, col passare del tempo, non inaridisce il giardino prolifico della sua memoria. Degne di nota le figure umane, severe e pensierose, i ritratti mostrano una straordinaria espressività.

Col tempo i suoi viottoli, le case, gli alberi si accendono con pennellate audaci, a volte rosse e fiammeggianti, dove lo spirito vibrante dell’artista mostra ancora l’anima della sua eterna giovinezza. La sua vita, vissuta in forma di un compiaciuto individualismo, lo ha portato a non volersi staccare dalle sue opere. Pittore professionista, per vivere restaurava dipinti, affreschi murali nelle chiese,con la tecnica dello strappo, oltre alla musica con la quale aveva finanziato gli studi.

La sua modestia e il rifuggire dalla mondanità lo hanno tenuto lontano da meritati elogi e applausi. Artista talentato e completo, paesaggi, ritratti, nudi, natura morta, composizioni, cartonellistica, decorazioni, restauri d’arte antica, esecuzione con diverse tecniche, matita, carboncino, pastello, gesso, inchiostro, acquarello, tempera, olio, acrilico, affreschi e mosaico. Grande passione per la musica, suonava gli strumenti preferiti: clarinetto, ocarina, mandolino, chitarra, pianoforte e trombettista nella musica militare.
Chiude la sua lunga e prolifica esistenza coerente fino all’ultimo con la sua filosofica interpretazione della vita.
Diverse opere si trovano in musei, enti pubblici e collezioni private.

Fonte: http://www.maina-sergio.ch

In linea generale, il 2011 ha confermato la tendenza alla crescita dei flussi sui siti www.museodelmalcantone.ch e www.museodellapesca.ch, sezione esterna del museo del Malcantone.

Ecco alcuni dati chiave:

  • Sito museo del Malcantone, totale visite 2011: 53'961
  • Sito museo del Malcantone, totale pagine consultate 2011: 344'012
  • Sito museo della Pesca, totale visite 2011: 278'617
  • Sito museo della Pesca, totale pagine consultate 2011: 3'128'106
  • Totale visite: 332'578
  • Totale pagine consultate: 3'472'118

I dati indicati sono affidabili: sono infatti elaborati direttamente dal server. Sono inoltre paragonabili, visto che il software utilizzato è lo stesso per i due siti.

LUINO (Varese) - Una «scala» per i pesci: costerà 1 milione 200mila euro e sarà costruita per permettere l' attraversamento della diga di Creva, 23 metri di altezza, lungo il fiume Tresa, che collega il Lago di Lugano e il Lago Maggiore.

Si tratta di un ostacolo insormontabile da parte di qualsiasi specie ittica. Ma la sua importanza travalica la provincia di Varese e sarà strategica anche a livello nazionale, poiché superato l' ostacolo della diga i pesci non avranno più sbarramenti dalla Svizzera fino al fiume Po.

Il progetto è ancora più ambizioso perché una volta eliminato lo sbarramento di isola Serafini nel piacentino, verrà ridata l' opportunità alle specie ittiche di arrivare al mare.

L' infrastruttura comprende circa 70 bacini in successione che si sviluppano per una lunghezza di circa 230 metri, con veri e propri tornanti e che permetterà ai pesci di risalire o di ridiscendere a secondo della necessità. Per la realizzazione di questo progetto si è trovato un accordo tra Enel che gestisce l' impianto di produzione di energia elettrica, Provincia di Varese, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e il Canton Ticino. L' avvio del cantiere è previsto a fine febbraio.


Rotondo Roberto
Pagina 13
13 marzo 2012 - Corriere della Sera

Concorso organizzato in occasione della mostra d’arte Sulle rive del Ceresio.

1. premio
Luca Poletti - Villa Luganese

1. premio
Asia Di Paola - Cadro

2. premio
Filippo Zocchi - Mezzovico

3. premio
Ryan Testori - Bré S. Lugano

MENZIONE
Isabella Mangili - Bioggio



REGOLAMENTO:

1) possono partecipare giovani nati negli anni 1996-2000, presentando opere originali eseguite con qualsiasi tecnica pittorica e rappresentanti motivi legati all’acqua in ogni sua forma: laghi, fiumi, ruscelli, fontane,…

2) Le opere, su tela e non incorniciate, dovranno obbligatoriamente avere la dimensione di cm  50 x 40.

3) I lavori dovranno recare sul retro nome e cognome dell’autore,  la data di nascita e l’indirizzo. Vanno consegnati al Museo della pesca di Caslano, entro e non oltre il 15 agosto 2012 ( martedì, giovedì, domenica dalle 14 alle 17).  Possono anche essere inviati per posta: Museo della pesca, Via Meriggi 32 CP 254- 6987 Caslano.

4) A insindacabile parere della giuria, le migliori opere saranno esposte dal 19 al 30 agosto 2012. La presentazione e la premiazione si terranno domenica 19 agosto alle 19.00.

5) Gli organizzatori, sentito il parere della giuria, si riservano il diritto di non ammettere e non esporre le opere non rispondenti alla natura del concorso.

6) Ogni partecipante autorizza gli organizzatori all’utilizzo ed alla pubblicazione delle proprie opere su qualsiasi mezzo per fini istituzionali e promozionali del Museo non a scopo di lucro, (a titolo di esempio internet, mezzi stampa, mezzi televisivi, cartellonistica in occasione di particolari eventi, pubblicazioni promozionali, ecc.) sollevando gli enti organizzatori da ogni responsabilità e condividendo con essi i diritti di utilizzazione.

Il Circolo Numismatico Ticinese ha il piacere di invitare tutti gli interessati il 6 maggio alle ore 11:00 presso il Museo della Pesca per la conferenza Le zecche italiane fino all'Unità: sovrani, monetieri, tecnologia ed alcuni "miracoli".

La conferenza sarà tenuta dalla professoressa Lucia Travaini.

Lucia Travaini è Professore Associato nella facoltà di Numismatica medioevale e moderna presso l'Università degli studi di Milano.

Informazioni e contatti: www.numismati.ch

Domenica 9 ottobre 2011 alle ore 11 si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica di Gilberto Luvini Ho fatto click! al Museo della Pesca di Caslano. La mostra, organizzata in collaborazione con l'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI), è già stata presentata al Castello Montebello di Bellinzona. Essa evoca con immagini della natura i mille giorni di malattia dell’autore, vissuti fra angoscia e speranza. L’acqua, simbolo di vita e di rigenerazione è il filo conduttore delle opere e il principale motivo che ci ha spinti a ospitare questo evento presso il Museo della pesca. Le fotografie esposte saranno in vendita e il ricavato andrà a favore dello IOSI.

HO FATTO CLICK!
Dal bianco e nero al colore in mille giorni

Prima ricercavo nella fotografia la qualità tecnica, poi con l’avanzare della malattia ho tentato di catturare l’altalenarsi dei miei stati d’animo. Dalla ‘bella foto’, o cosi credevo fosse, sono passato nel corso di un lungo e doloroso processo a quelle che considero le mie ‘vere’ immagini. Sono vere perché a differenza di tutte le altre sono andato a cercarle dentro di me,  fino dove ho potuto.
Dedico questa mostra a chi mi ha aiutato fuori e dentro gli ospedali e ai compagni di percorso che mi hanno preceduto.
Un giorno un medico mi ha detto “non finisca di sperare”.
Era vero.

Gilberto Luvini

La nascita e lo sviluppo del museo

Il Museo della pesca, sezione esterna del Museo del Malcantone, si trova a Caslano. Inaugurato nel 1993, ha occupato gli spazi ricavati in una villetta attorniata da un parco, proprietà del comune di Caslano. L’iniziativa è nata grazie al lavoro di Franco Chiesa e alla collaborazione di Pietro Colombo e Piercarlo Parini.

In questi primi anni di attività il museo si è sviluppato costantemente: nuove sale e nuovi materiali lo hanno arricchito di anno in anno grazie alla disponibilità del Comune di Caslano, dell’Ente turistico del Malcantone e di molti sostenitori e donatori. Il museo è gestito dall’Associazione del Museo del Malcantone, società che si propone di salvaguardare, raccogliere, riunire e valorizzare, quanto ancora rimane del patrimonio storico e culturale della regione del Malcantone. L’Associazione, che conta circa 700 membri e 300 Amici del Museo della Pesca, permette nel caso specifico della sede di Caslano di preservare e valorizzare le tradizioni e le tecniche legate al mondo della pesca tradizionale per la regione.

Attualmente il museo conta circa 5’000 visitatori all’anno. Una parte importante è costituita da classi scolastiche, gruppi di anziani e gruppi di turisti confederati per un totale di circa 70 gruppi per stagione.

Unico nel suo genere

Il contesto nazionale in cui si inserisce l’offerta del Museo della Pesca di Caslano è caratterizzato da un’assenza quasi totale di musei che trattano il tema della pesca. Solo alcune piccole realtà museali si occupano di questo tema.

Il Museo della pesca di Caslano dispone pertanto dell’esposizione più ricca ed interessante a livello nazionale. La valenza del museo è comprovata dall’alta percentuale di confederati che si riscontra tra i visitatori (50%). Anche nella vicina Italia l’offerta espositiva è limitata. Per trovare un museo analogo è infatti necessario andare fino al Museo del Mare di Genova o al Museo della Pesca del lago Trasimeno.

La nuova sede

Avviata nel 2009, l’opera di ristrutturazione che ha permesso il recupero degli spazi si divide in due interventi distinti. Il primo ha agito sulla parte “nuova” dell’edificio, da dove sono stati ricavati, in modo estremamente sobrio, due grandi locali espositivi sovrapposti. La costruzione ex novo del padiglione ha permesso di avere subito a disposizione una struttura funzionale, priva di ostacoli architettonici e di sicuro richiamo.

Il secondo intervento si è concentrato sulla parte “vecchia” della proprietà, composta essenzialmente dall’edificio originale di Villa Carolina. In questo caso i lavori hanno permesso essenzialmente il consolidamento delle strutture e il recupero di alcuni spazi collegati al corpo principale del museo.

I lavori si sono conclusi nel novembre 2009. Nel corso del mese di dicembre si è potuto procedere al trasloco delle collezioni, grazie al supporto e al lavoro della protezione civile Lugano Campagna. Felix Burkard, allestitore apprezzato e di grande esperienza, ha infine condotto i lavori che hanno permesso di realizzare il nuovo allestimento del percorso espositivo.

L’inaugurazione di Villa Carolina

Il 3 giugno 2010 si è tenuta l’inaugurazione ufficiale della nuova sede del Museo della Pesca. Alla manifestazione hanno partecipato diverse centinaia di simpatizzanti, che hanno potuto rinfrescarsi con specialità di lago. Nella parte ufficiale hanno preso la preso la parola il presidente del Museo del Malcantone Gianrico Corti, il sindaco di Caslano Emilio Taiana, il conservatore del museo del Malcantone Bernardino Croci-Maspoli, il direttore del Centro di dialettologia e di etnografia Franco Lurà e il direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Gabriele Gendotti.

Nella nuova struttura il visitatore accede a spazi più funzionali ed aperti, che rendono la visita più piacevole. L’aumento di superficie dell’intero complesso edificato è notevole: si passa dai 360 m2 della vecchia sede ai 680 m2 disponibili a Villa Carolina.

La filosofia che detta la nuova organizzazione degli spazi espositivi non è quella di cercare unicamente un ricollocamento degli elementi e dei contenuti della vecchia esposizione. Si tratta piuttosto di proporre un allestimento che si sviluppa facendo tesoro dell’esperienza accumulata in questi anni di attività.

Al piano terra si trovano una sala multimediale e una salal dedicata alle esposizioni temporanee, spazi polivalenti che possono essere affittati anche da enti o privati cittadini.

Nel grande ambiente al primo piano, una barca da pesca completamente attrezzata costituisce il centro visivo dell’esposizione, attorno al quale ruota il percorso tematico principale, dedicato ai pesci, al loro ambiente e alle tecniche di pesca tradizionali. Si prosegue poi in locali ricavati dalla parte vecchia dell’edificio, dove si trattano le tematiche della pesca sportiva, della pesca a mosca e delle peschiere per le anguille sul fiume Tresa.

Completano l’offerta una ricca biblioteca specializzata e un gradevole ambiente di lettura. Alcune postazioni multimediali mettono a disposizione una selezione di materiali audio e video dedicati alla pesca. Un’attenzione particolare è riservata ai giovani in età scolastica, ai quali viene proposto un apposito spazio didattico dove approfondire in modo sperimentale le conoscenze sull’ambiente ittico.

Rispetto alla vecchia sede, il nuovo percorso permette di migliorare l’aspetto naturalistico della pesca, offrendo di conseguenza una visione più completa. L’aumento di superficie permette inoltre di sviluppare meglio l’aspetto più affascinante e specifico del Museo della pesca di Caslano: la pesca con le reti. In linea con la vocazione etnografica del museo, questo tema ricorda come il lago, oggi percepito solo come supporto per le attività di svago, era in passato un importante mezzo di sostentamento e di trasporto per le comunità insubriche.

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Aperto dal marzo al ottobre. Orario: martedi, giovedi e domenica, 14.00-17.00; luglio e agosto dalle 16.00-19.00
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