Nel 2013 i siti del Museo del Malcantone e del Museo della pesca hanno registrato un nuovo primato.

Ecco alcuni dati chiave:

  • Sito museo del Malcantone, totale visite 2013: 109'893
  • Sito museo del Malcantone, totale pagine consultate 2013: 524'529
  • Sito museo della Pesca, totale visite 2013: 559'060
  • Sito museo della Pesca, totale pagine consultate 2013: 3'636'739
  • Totale visite: 668'953
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Grazie a tutti!

Sabato 24 maggio parte la grande vogata VIACOLMARMO!2014 che da Pallanza porterà alla Darsena di Porta Ticinese di Milano 40 vogatori e amici.

Le strade terrestri dei tempi antichi erano le vie d’acqua, fino alla nascita delle viae romanae.

Ma dopo l’era della “pax romana” con il frantumarsi dell’impero la mobilità era tornata ad essere limitata anche perché le tensioni politiche locali rendevano pericolosi i rapporti fra territori contigui.

I contadini vivevano e lavoravano sul posto e gli artigiani trasformavamo i prodotti locali; pochi erano i mercanti che osavano affrontare le terre sconosciute e ancora oggi ci chiediamo come potessero garantirsi l’incolumità nei loro viaggi favolosi.

Ma con la nascita delle città in pianura il commercio ritorna ad essere più continuo e diversificato: la montagna fornisce legna e pietra per la città che cresce e carne e pesce per i cittadini che non sono più autonomi nell’approvvigionamento alimentare.

La decadenza ormai compiuta della rete delle vie romane comporta che le vie d’acqua naturali ritornano ad essere le principali arterie di comunicazione.

Barche importanti per stazza e dimensioni percorrono le vie d’acqua che dal 1400 ormai costituiscono un reticolo che collega il Lago di Como, il Lago Maggiore, il Lago di Garda, il Lago d’Iseo con il mare tramite fiumi e canali artificiali.

Per andare da Venezia, crocevia del mondo fra Oriente e Occidente, si navigava il Po, il Ticino e da li fino a Locarno lungo il nostro lago per immettersi nel corridoio vallivo verso la Germania e la Francia.

Grande era la differenza fra andare in risalita e scendere lungo la corrente; una constatazione certamente banale, ma fondamentale in epoche nelle quali non esisteva trazione artificiale.

Dall’alto scendeva materiale pesante: pietre, legna, carbone, olio e vino; dal basso risaliva grano, riso e soprattutto sale.

Il sale è la merce più preziosa di tutte ed è strategica: le vie del sale restavano aperte sempre. Da Venezia prima e da Genova dopo, il sale arrivava a Pavia e poi a Sesto Calende e da lì a Arona e alle raffinerie di Maccagno, Cannobio e infine Locarno che si fanno concorrenza nei secoli creando occasioni di contrabbando sulle quali ha ricamato la leggenda.

Da allora il sistema idrografico non si è quasi più evoluto con l’eccezione del Naviglio Pavese, voluto da Napoleone (così come la nostra Strada del Sempione) e confermato dagli Austriaci.

Ma dall’inizio del’800 l’importanza del trasporto via acqua continua a scemare incalzato dalle ferrovie e da nuove strade e la attuale rinascita dell’interesse

I grandi fiumi diventano invece interessanti per la nascita di impianti idroelettrici indispensabili per saziare la fame di energia delle industrie nascenti e per dare acqua e vita alle campagne alle quali viene richiesta una sempre maggiore resa. 

Nascono dighe, derivazioni e salti d’acqua ma questi interrompono i corridoi naturali dal mare alla montagna trascurando il fatto che dall’Adriatico risalivano fino alle gelide acque dei torrenti montani le anguille, le cheppie, gli storioni e le trote che completavano i lori cicli vitali passando dall’acqua salata a quella dolce.

Quei percorsi oggi interrotti in molti punti si stanno lentamente risaldando con scale d’acqua dotate di sistemi di rilevamento che confermano l’immediata ripresa dei cicli migratori ovunque resi possibili ma, anche se occorrerebbero pochi soldi per completarle, altrettanto poca è l’attenzione generale al problema.

Oggi il grande clamore attuale per le vie d’acqua è legato al turismo e alla sua importanza economica, ma sulle vocazioni ambientale e culturale che di esso sono spesso componenti propulsive importanti si può fare leva dare forti impulsi a recuperi colti.

Proprio per legare turismo, ambiente e agricoltura locale, come soci di Slow Food e come sportivi amanti del lago, ripercorreremo a remi per la quarta volta le vie d’acqua del Lago Maggiore a Milano, con la manifestazione VIACOLMARMO! 2014.

Gli anni scorsi abbiamo trasportato marmi e pietre per ricordare la cultura dei cavatori e dei picasass, quest’anno trasporteremo formaggi dei monti, affettati delle valli, pesci del lago, agrumi di Cannero e olio di Verbania, prodotti tipici del nostro lago e spesso trascurati.

Partiremo da una villa storica in riva al lago la mattina del 24 maggio da Pallanza, discenderemo il lago sfilando lungo le isole, ci fermeremo a Solcio per una colazione di pesce fresco dai pescatori professionisti, entreremo nel Ticino che percorreremo fino alla diga di Porto Torre e lì isseremo le barche fuori acqua.

Alla sera cena in riva al Ticino in una vecchia trattoria al fuoco di un camino e pernotto in un monastero riadattato.

Il 25 maggio imbarco a Turbigo e inizio della navigazione sul Naviglio Grande con fermate a Robecco alla cinquecentesca Villa Dugnani per una tazza di tè con la gentile padrona di casa nel giardino di rose affacciato sull’acqua.

Colazione a Castelletto di Albairate in una antica stazione di posta viscontea e continuazione attraverso Gaggiano, restaurata con grande garbo, e Corsico dove è ancora visibile la stazione di posta.

Arrivo a Milano dove ferveranno i lavori per il restauro della Darsena e dove ci saluteremo promettendoci di vederci presto in questo sogno che che si ripete ogni anno remando, cantando e ballando con i miei amici di vecchia data e con i nuovi amici che ogni anno si affiancano a me, a mia moglie e a Roberto Troubetzkoy.

I prodotti tipici che avevamo caricato con noi in barca a quel punto saranno finiti mangiati allegramente da noi sportivi ad ogni sosta lungo il tragitto, allietata da salaci barzellette e annaffiata dal vino delle nostre valli e colline.

Questa è vita e questo succederà in un vicino domani!
Ma l’avventura non vuole finire qua e in occasione di EXPO organizzeremo una vogata ogni mese dal lago a Milano perché riteniamo che un'iniziativa di questo tipo possa avere un notevole risalto per gli aspetti sportivi, naturali e culturali che coinvolge.
Porteremo in città i prodotti del nostro territorio in perfetta sintonia con il leit motiv di EXPO e le nostre barche diventeranno vere arche custodi della memoria del cibo tradizionale.

Testo: Associazione culturale Longalago
www.longalago.it

Libera circolazione per i pesci
Dal Lago Maggiore al Ceresio attraverso la scala di Creva


LUINO - I pesci lombardi e ticinesi godranno anche loro di libera circolazione lungo il confine. Il consigliere di Stato Claudio Zali e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni hanno inagurato stamattina il passaggio per pesci sulla diga di Creva, lungo il fiume Tresa, il più alto d'Europa, con i suoi 23 metri, composto da 71 bacini con una pendenza media del 10%, costato 1,2 milioni di euro e finanziato al 12% anche dal Cantone Ticino. "Un'opera spettacolare - ha commentato Maroni - anche da un punto di vista ingegneristico, ma, soprattutto, importante per l'equilibrio dell'ambiente ittico e della biodiversità e anche dell'economia. Ma ovviamente l'aspetto più importante di quest'opera è garantire la libera circolazione dei pesci dall'Italia e dalla Svizzera».

Corriere del Ticino, 5.05.2014

Il museo della pesca di Caslano è lieto di invitarla alla vernice della mostra Dalla parte dei pesci. Fotografie subacquee attorno a Caslano di Ralf e Diana Sauer che si terrà domenica 30 marzo 2014 alle ore 11:00.

Domenica 30 marzo alle ore 11, il Museo della pesca di Caslano riaprirà le proprie sale offrendo ai visitatori alcune novità nell’allestimento permanente e, come di consueto, una mostra temporanea a tema.
Quest’anno la scelta è caduta su una selezione di suggestive fotografie subacquee scattate nel corso di lunghi anni dal Ralf e Diana Sauer, appassionati sub di Caslano.
Il titolo “Dalla parte dei pesci” sta a indicare che la ventina di opere esposte vogliono dare un’idea di quanto può essere visto da chi si avventura sotto la superficie dei nostri laghi, condividendo il mondo di regola riservato alle creature acquatiche.
Le immagini, tecnicamente ineccepibili, suscitano emozioni contrastanti: dalla meraviglia per atmosfere incantate al disgusto per quanto gli uomini riescono ancora oggi a buttare in acqua, come a voler nascondere alla propria coscienza la sempre più evidente necessità di curare e rispettare la natura che ci circonda. Una selezione di curiose trouvailles e alcuni apparecchi fotografici subacquei completano l’allestimento.

 

ProjetLac è un progetto di studio volto a determinare in maniera standartizzata la diversità dell’ittiofauna dei grandi laghi naturali alpini e prealpini. Si tratta di un importante lavoro di ricerca scientifica effettuato e patrocinato da EAWAG e da differenti istituti di ricerca e di gestione.

Lo studio del Ceresio, realizzato grazie alla collaborazione dei Servizi della fauna del Canton Ticino e delle province italiane di Como e di Varese, ha evidenziato delle importanti caratteristiche del lago. Nonostante la progressiva diminuzione delle forti concentrazioni di fosforo degli anni ’80, la quantità di materia organica resta ancora molto elevata e al si sopra delle norme europee. Le zone rivierasche hanno subito un inesorabile artificializzazione e raggiungono oggi addirittura il 62%. Infine, la regolazione artificiale del livello del Ceresio nel 1962 ha fortemente influenzato la dinamica degli habitat litorali. La combinazione di tutti questi fattori fa si che il Ceresio allo stato attuale si trova in cattivo stato di conservazione morfologica ed ecologica.

La fotografia del popolamento ittico scattata da Projet Lac nell’autunno 2011 ha permesso di investigare le conseguenze ecologiche delle differenti perturbazioni. L’ittiofauna presente nel Ceresio é largamente dominata dal pesce persico che rappresenta più dell’80% del pescato totale. Il 50% delle specie indigene soffrono in maniera diretta della cattiva situazione attuale, a favore di quelle alloctone che si sono sviluppate e installate definitivamente nel lago. Il patrimonio ittico naturale del Ceresio appare quindi in gran parte compromesso : dal lago oligotrofico del 19 esimo secolo che ospitava agoni e alborelle si é passati a un lago eutrofico popolato da persici, lucioperca e gardon. Le specie autoctone si fanno sempre più rare e la loro presenza nel lago che le ha plasmate si fa sempre più rara, tanto che alcune si possono praticamente ritenere estinte.

Visualizza il rapporto:

http://www.eawag.ch

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Aperto dal marzo al ottobre. Orario: martedi, giovedi e domenica, 14.00-17.00; luglio e agosto dalle 16.00-19.00
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