Pesca: il museo è una realtà

Sarà inaugurato il 27 marzo a Caslano quale sezione del Museo del Malcantone

Il primo ed unico Museo della pesca ticinese, con sede a Caslano, sarà inaugurato il prossimo 27 marzo. L'istituto è una sezione del Museo del Malcantone di Curio, la cui apertura annuale è invece fissata per il 3 aprile. Fra le novità spicca l'allestimento di una nuova sala, dedicata ai temi del mito e della religione.

Il Museo della pesca di Caslano, sezione di quello del Malcantone situato a Curio, rappresenta una vera e propria novità per il cantone ed è pure una rarità a livello svizzero. Grazie in particolare all'entusiasmo di Franco Chiesa, il gruppo promotore del museo ha raccolto centinaia di oggetti e di attrezzi che sono ora esposti nella sede di via Campagna, messa a disposizione dal Comune. In futuro il museo dovrebbe trovare una sistemazione definitiva nella vecchia fornace alla Torrazza. Nel frattempo però l'istituto è entrato a far parte integrante del Museo del Malcantone, grazie ad una modifica statuaria approvata lo scorso novembre. Il Museo della pesca presenta una ricca e documentata esposizione di attrezzature, specie, condizioni ambientali, documenti e tradizioni che illustrano la pescosità della regione.

A distanza di una settimana dall'inaugurazione del Museo della pesca, riaprirà i battenti anche il Museo del Malcantone, all'origine di un interesse e di un consenso crescenti, come testimoniano le numerose donazioni della popolazione. Alla partecipazione attiva dei suoi fruitori, l'istituto risponde con altrettanto entusiasmo. L'ultima proposta in ordine di tempo riguarda l'allestimento di una nuova sala espositiva, che sarà inaugurata il 3 aprile. Il tema prescelto è quello dei miti e della religione. Per il curatore, Giancarlo Zappa, religioni e miti rappresentano un elemento essenziale di ogni cultura, per cui la nuova sala completa in modo adeguato il panorama espositivo del museo. In questo spazio saranno presentate testimonianze (documenti e oggetti) relativi alla religiosità naturale ancestrale e al cristianesimo. In autunno è invece in programma un'importante mostra temporanea realizzata a partire dal materiale messo a disposizione dal dott. Prospero Loustalot, domiciliato a Basilea e attinente di Croglio. Attraverso opere d'arte e documenti sarà possibile riscoprire la personalità di Louis Loustalot, padre di Prospero. La mostra dedicata a Louis Loustalot, giunto a Castelrotto dalla Francia all'inizio di questo secolo, avrà carattere antologico. In futuro nuove esposizioni potrebbero scaturire dalla collaborazione del museo con altre famiglie malcantonesi, con cui sono già in corso trattative. Nel consuntivo 1992 dell'Associazione Museo del Malcantone, che sarà discusso nell'assemblea di sabato 6 marzo, si cita la collaborazione con la famiglia Righini di Tirano (originaria di Bedigliora), esempio di emigrazione malcantonese nel campo dell'arte. Saranno invece esposti al pubblico già a partire da quest'anno gli oggetti sui fornaciai provenienti dalla famiglia Andina di Curio, emigrata all'inizio del secolo a Bologna.

Durante il 1993 il museo intende inoltre proseguire l'attività di ricerca sull'emigrazione malcantonese a San Pietroburgo. Da segnalare, fra i progetti previsti in questo ambito, la realizzazione di due mostre in contemporanea: una su Domenico Trezzini a Lugano ed una sulle maestranze a Curio. Progetti sono allo studio anche per quel che concerne la costruzione di nuovi magazzini. Il Museo del Malcantone, come altri istituti analoghi, è infatti confrontato con problemi di spazio, sia per quel che concerne le esposizioni, sia per la conservazione e il restauro delle opere.


Stefania Hubmann, Corriere del Ticino, 24 febbraio 1993

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