Trote biologiche della Magliasina

La piscicoltura di Pura fornisce Coop con le trote bio. Visita all’allevamento gestito, in seconda generazione, dalla famiglia Jäger.

La vecchia ruota ad acqua indica che qui tempo fa c’era un mulino. Poi, negli anni ’30, Manlio Contini e Rudolf Jäger hanno dato vita ad una piscicoltura. E oggi, la Magliasina in zona Magliaso, in questo suggestivo lembo di terra all’imbocco della valle per Pura e Novaggio, è risorsa fondamentale per uno dei dieci allevamenti di trote bio in Svizzera. All’inesperto in materia, il concetto bio in piscicoltura è da spiegare. Ma a occhio, nei mesi più caldi, osserverebbe subito una grande biodiversità tra rane, rospi, salamandre, libellule e altri insetti che popolano i dintorni delle vasche. E poi c’è quest’acqua di fiume così limpida, così zampillante.

«La Magliasina ha il vantaggio di essere già ben ossigenata; con le cascate lo è ancora di più per via del tutto naturale» spiega Rodolfo Jäger, piscicoltore della seconda generazione. Allora è vero che la trota vive solo in acque pulite? «Sì, è un animale sensibile all’inquinamento, tanto che anni fa veniva impiegata negli impianti di depurazione per mostrare la salubrità dell’acqua ottenuta».

«Produrre trote bio – prosegue Rodolfo Jäger – implica vasche naturali, ovvero fondali d’argilla, terra e sassi; ombreggiamento, affinché le trote si sentano più protette dai nemici, e mangime bio». E qui, interviene Oscar Gattoni, titolare dell’Aris Aquafood Sa, cui appartengono la piscicoltura di Pura e un’altra a Lostallo: «Provi a mangiare una trota bio e una convenzionale: la differenza di gusto è notevole. Sono riuscito a convincere anche gli amici più scettici».

Gattoni, che di mestiere è impresario, si è buttato un po’ per curiosità e un po’ per volontà imprenditoriale nella gestione della itticoltura, rilevando nel 2002 l’allevamento di Lostallo e, nel 2003, quello di Pura, facendo però capo all’esperienza dei fratelli Jäger, che alla fauna ittica hanno dedicato tutta la vita. Nel 2003, è stato anche risolto l’annoso problema degli aironi, abilissimi predatori di pesci e trasportatori di malattie, posando delle reti di protezione.

Quanto vive una trota d’allevamento che troviamo con circa 250 grammi in vendita al banco? «Un po’ più di un anno e mezzo, calcolato dalle uova, agli avannotti, fino agli adulti di una lunghezza di 25-30 centimetri». Le due aziende di Aris Acquafood oggi producono una sessantina di tonnellate di trote; tendenza nettamente al rialzo. Perché il bio, come conclude Rodolfo Jäger, è anche questo: «La trota è bio anche perché vive bene tutta una vita. Poi, finisce nel nostro piatto, e continua a fare bene».

www.naturaplan.ch
Cooperazione, 10.01.2012

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