Ceresio Sconosciuto

Il lago Ceresio è innanzitutto un ambiente di vita, un ecosistema.

Oltre agli abitanti meglio conosciuti, come le differenti specie di pesci, vi sono anche nel lago altri organismi, sconosciuti ai più. Tra questi vi sono le macrofite (o piante acquatiche): si tratta di vere e proprie piante con fiori e frutti poco appariscenti. Le loro dimensioni variano a seconda delle specie, da qualche centimetro a 1.50 - 2.00 m di altezza. Purtroppo vengono spesso erroneamente confuse con delle alghe, ma con queste hanno poco a che vedere. Le alghe presenti nel lago non crescono in altezza, hanno un aspetto filamentoso o mucillaginoso e possono ricoprire densamente il fondale nei primi 2- 3 metri di profondità.

Nell’ecosistema lacustre queste piante acquatiche conferiscono una struttura tridimensionale al fondale altrimenti strutturalmente piatto e monotono, dando rifugio ai piccoli pesci (avannotti), facendo da supporto per la deposizione delle uova (principalmente di pesce persico) e fornendo un luogo di caccia ad esempio per il luccio che ama tendere i suoi agguati stando tra queste macrofite.

Dalle nostre costanti osservazioni subacquee possiamo affermare che la vita lacustre si anima soprattutto dove sono presenti queste piante acquatiche. Ricordiamo tra l’altro che ogni anno, per sopperire alla mancanza di macrofite e di strutture sui fondali, vengono immerse sui fondali degli alberelli di Natale.

Nel 2001 abbiamo realizzato il censimento delle macrofite del lago Ceresio, parte svizzera. Dalla ricerca risulta che il 21% del fondale lacustre è sprovvisto di piante acquatiche, per il 34% la loro abbondanza è diffusa, mentre solo lungo il 3.4% del litorale risultano essere molto abbondanti (in particolare appunto in vicinanza del Ponte di Melide).

Se vogliamo che il lago rimanga un ambiente vivente, con la sua flora e la sua fauna e non diventi un semplice e asettico specchio d’acqua, dobbiamo continuare ad impegnarci a rispettarlo in tutte le sue componenti: acqua e gli organismi che lo popolano.

Speriamo di aver potuto chiarire alcuni aspetti riguardanti queste piante e la loro vitale importanza per il Ceresio stimolando, magari, la curiosità per alcuni lettori in modo che vedano in esse non unicamente un nemico da combattere o la causa del regresso del turismo in Ticino, bensì un patrimonio naturalistico locale da meglio conoscere, da apprezzare e da salvaguardare. Con stima.

Luca Paltrinieri (biologo)
Beatrice Jann (biologa)

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