Il cormorano e i pesci creduloni

I cormorani sono degli uccelli con le piume scure, un gran becco giallo e una bella coda. Si cibano solo di pesci e riescono a nuotare ed a tuffarsi con grande bravura.
Tanto tanto tempo fa, un cormorano viveva in un paese ricco di stagni e se la passava benissimo. La sua dispensa era sempre piena di viveri freschi.  Ma quando il cormorano cominciò ad invecchiare, le cose si complicarono.  Il poveretto non aveva più la vista tanto acuta da distinguere i pesci che nuotavano in acque profonde e tuffarsi e rituffarsi per tutta la giornata lo affaticava.
Insomma, il cormorano si indeboliva e dimagriva. Se non trovava una soluzione, prima o poi sarebbe morto di fame.
La necessità aguzza l'ingegno. Pensa e ripensa, un giorno il cormorano ebbe un'idea brillante e subito si dette da fare per metterla in pratica.
Si recò in riva allo stagno più grande e profondo, quello dove alloggiavano più numerosi i pesci, attese che venisse a galla una ranocchia e le rivolse la parola.
- Mia cara ranocchia, devi diffondere al più presto in tutti gli stagni una notizia di grandissima importanza per il popolo dei pesci.
- E sarebbe? - chiese la ranocchia incuriosita.
- Ho saputo che tra qualche giorno arriveranno da queste parti frotte di pescatori: tutti i pesci saranno sterminati.
La ranocchia, inorridita, si tuffò e portò la cattiva notizia in ogni stagno, in ogni pozza d'acqua. Nacque tra i pesci un gran trambusto, chi scappava da una parte e chi da un'altra, ma nessuno sapeva cosa fare per salvarsi.
Uno dei pesci più anziani del grande stagno salì in superficie e si mise alla ricerca del cormorano, lungo la riva. Lo trovò che stava asciugandosi le penne al sole.
- Signor cormorano, è proprio vero quello che ci ha riferito la ranocchia?
- Purtroppo.
- Non riesco a crederci, signor cormorano.
- L'ho sentito con le mie orecchie. Tra una settimana o poco più saranno qui decine e decine di esperti pescatori, invitati dal padrone di questi stagni. È finita per tutti la vita tranquilla e spensierata.
- Allora per noi non c'è niente da fare... Dovremo morire tutti, non abbiamo scampo.
Il cormorano finse di pensare intensamente.
- Una soluzione ci sarebbe, forse.
- E quale? - chiese il pesce.
- Dovete andarvene da qui.
- Impossibile. Noi non possiamo migrare come gli uccelli, non siamo in grado di fuggire come gli altri animali dei boschi: siamo costretti a restare nell'acqua e gli stagni diventeranno la nostra tomba.
- Questo non è un problema - ribatté l'astuto cormorano. - Io conosco un meraviglioso rifugio che gli uomini non riusciranno mai a scoprire.
- Che cos'è, questo rifugio per pesci nei guai?
- È un laghetto, scavato dalla natura stessa in mezzo alle rocce, con acque chiare e freschissime. Vi potrei portare là io stesso, uno per uno.
- Davvero? Sarebbe meraviglioso!
Il pesce, pieno di speranza, comunicò la notizia ai compagni, che l'accolsero con entusiasmo. Non sarebbero finiti nelle reti dei pescatori.
Il giorno dopo, cominciò il trasferimento. Il cormorano prendeva nel becco, delicatamente, un pesce alla volta e con un breve volo lo depositava nel laghetto nascosto che era davvero un gran bel posticino, sicuro e solitario.
Entro una settimana, il laghetto pullulava di pesci. E siccome l'acqua, oltre che limpida e fresca era anche piuttosto bassa, ogni giorno il cormorano prese a pescare il suo pranzo in quella dispensa naturale. Inutile dire la rabbia e la disperazione dei pesci che erano stati ingannati in modo così crudele. Ma, a pensarci bene, una punizione la meritavano, per aver creduto a chi aveva sempre vissuto alle loro spalle. E poi, un giorno o l'altro, gli stagni sarebbero stati scoperti davvero dai pescatori e la sorte dei pesci segnata.
Quando si deve finire mangiati, che importanza ha se si tratta di un uomo o di un uccello?

Il tesoro delle favole, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 2007

Tags:

Sostieni il museo

Qualsiasi cifra è benvenuta, Grazie di cuore!



Musei etnografici

Membro dell'Associazione musei etnografici ticinesi (Amet)

Free Joomla! template by L.THEME